giovedì 3 gennaio 2008

Riflessione finale su Beppe Grillo


Credo di essere finalmente giunto alla verità vera sulla figura del vecchio caro Beppe. Passata la magnifica infatuazione iniziale, cresciuta nel vedere questo grassoccio vecchietto un po' burbero che se ne andava disinvoltamente in giro in mezzo a bagni di folla silenziosa, a sbraitare sudando per intere ore, proprio come se avesse ancora vent'anni e senza paura di farsi venire un infarto miocardico in pieno spettacolo, eccomi ora lucido all'espressione dell'Idea finale sulla sua persona, su quello che è, le sue intuizioni, cosa rappresenta, e via dicendo.
Bè, innanzi tutto non è che abbia in realtà più di tanto da criticare riguardo alle sue idee, le condivido quasi tutte a pieno, per ora. Le principali perplessità che può sollevare il suo modo di fare riguarderanno, credo, l'irruenza, e la schiettezza senza mezzi termini con cui si avventura a trattare argomenti anche complessi, che siamo abituati a veder trattati da persone dall'aria sempre seria, che si esprimono mestamente, con molte pause, due ore per scegliere i termini, discorsi articolati e lunghissimi e così via... intendiamoci: non dico di no. Beppe Grillo talvolta semplifica certe questioni forse un po' troppo, rispetto a quello che sarebbe invece giusto ed opportuno fare, mentre lui tralascia tutte le varie emanazioni e sfaccettature delle vicende che tratta, a favore di alcune nello pecifico. C'è però da osservare che molto molto spesso le cose che dice costituiscono in realtà più o meno tutto il sodo dei problemi che affronta, la parte essenziale di questi, e le precisazioni sono sì legittime e logiche, una buona abitudine, per intenderci, ma non poi di così urgente necessità. Parlo in generale. L'essenziale è sicuramente capire, arrivare al nocciolo: l'essere più che precisi e volere a tutti i costi riportare proprio tutto quanto di tutto non è per me che un vezzo, di gente che, invero, vuole atteggiarsi e vantare il merito di essere perfettamente obiettiva, e gli altri devono starsene dunque zitti, che non lo sono. Fanfaronate. Inoltre, la cosa di massima importanza da render qui chiara, è che noi tutti, io credo, oggi, in Italia, dovremmo assolutissimamente e senza scuse di sorta ammettere che sarebbe utile quanto prima prendere esempio da questo Beppe Grillo più che altro per la sua immedesimazione costante e fresca nella crisi del nostro paese, la sua passione, la sua dedizione, che mi verrebbe da definire assoluta, ma forse esagero, alle sorti di questa gente che ci circonda e che siamo noi. Beppe Grillo è avanti. Beppe Grillo sembra avere una vera e propria coscienza di cittadino come nessun altro può vantare in questo stramaledettissimo stivale.. Si può sì dire che proprio perché è uno stivale del cazzo lui spicca così..ed è vero..però spicca. E basta. E tutto il resto è solo pigrizia mentale, paura di cambiare, o più banalmente invidia.

'notte

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Behhhhhhhh.....non santificherei così tanto beppe grillo....condivido alcune sue idee ma non il modo...è un pò un agitatore di folle, un demagogo...però ognuno può pensare quello che gli pare...Fabri cerca di squarciare il velo di Veda che ti ottunde la vista.....
Ah AH AH---indovina chi sono???????

Anonimo ha detto...

ho raccolto un commento di Eugenio Scalfari (personaggio su cui non puoi eccepire) a proprosito di Beppe: "Rappresenta il peggio degli italiani di oggi. è l'italiano anarcoide, vittima e mai carnefice; tutti i suoi guai gli vengono da altri e non sono mai colpa sua; e poi si copre che ha 4 milioni"
che ne dici?